Stagionalita’

Comprendere la Stagionalità nel Cuore del Settore Funebre

Stagionalita' nelle imprese funebr

Nel nostro cammino professionale nel settore funebre, ci troviamo di fronte a una realtà che, pur essendo un aspetto fondamentale del nostro lavoro, spesso passa inosservato al grande pubblico: la natura stagionale della nostra attività. Questo fenomeno, che influisce sulle dinamiche operative e sulle emozioni di chi lavora in questo settore, merita una riflessione approfondita.

Le stagioni dell’anno portano con sé un cambio di paesaggio e temperatura, ma anche variazioni significative nel tasso di mortalità. È un dato di fatto, sebbene a volte difficile da accettare, che i mesi invernali tendono a vedere un aumento delle morti, attribuibile a vari fattori come condizioni meteorologiche più severe, l’incidenza di malattie stagionali e l’aggravarsi di condizioni croniche. Di contro, nei mesi miti, quando il sole splende e le giornate si allungano, spesso osserviamo una diminuzione di queste tristi occorrenze.

Queste variazioni influenzano profondamente il lavoro quotidiano nelle agenzie funebri. Durante l’inverno, ci ritroviamo immersi in un flusso costante di attività, con poco tempo per riflettere. Poi, quasi all’improvviso, arriva la primavera, e con essa un rallentamento del ritmo. Questo ciclo di intensa attività seguito da periodi di quiete mette alla prova la nostra resilienza finanziaria, toccando anche le nostre emozioni e il nostro benessere psicologico.

Riflettendo su questi dati, confermati anno dopo anno dall’ISTAT, comprendiamo l’importanza di prepararsi a queste fluttuazioni stagionali. Non si tratta solo di numeri e previsioni, ma della realtà concreta che viviamo ogni giorno nelle nostre agenzie. È una sfida che richiede acume finanziario e una forte capacità di adattamento emotivo.

In questo contesto, diventa essenziale sviluppare strategie che ci aiutino a navigare attraverso queste acque spesso turbolente. Dobbiamo imparare a bilanciare la gestione finanziaria con la cura del nostro benessere emotivo e di quello dei nostri colleghi e fornitori. Questo non è solo un esercizio di sopravvivenza aziendale, ma un passo verso un approccio più umano e sostenibile al lavoro, un lavoro che tocca da vicino uno dei momenti più delicati e personali della vita umana.

Ferdinando D’angelo

www.dc-articolifunebri.com

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